GAVeCeLT - Maggio 2014
Cari amici e colleghi,
Continuiamo a presentarVi mese per mese alcune delle novità nell'ambito degli accessi venosi discusse nel Congresso GAVeCeLT di Torino del 4-7 dicembre 2013.
Prima di lasciarVi all'argomento di maggio, Vi ricordo uno degli eventi più importanti dell’anno, la terza edizione del WoCoVA - World Conference on Vascular Access - che si svolgerà a Berlino dal 18 al 20 giugno e che vedrà la partecipazione di tutti i più importanti esperti mondiali in questo campo (con una nutrita rappresentanza anche di esperti italiani! - clicca qui per vedere il programma). Come sempre, Vi invito a consultare periodicamente il calendario eventi sul nostro sito per tener sott’occhio convegni, corsi e workshop dedicati al mondo degli accessi venosi.
Buon lavoro a tutti,
Mauro Pittiruti
L'ARGOMENTO DEL MESE: IL METODO DELL’ECG INTRACAVITARIO
L’utilizzo clinico del metodo dell’ECG intracavitario per la verifica della posizione della punta degli accessi venosi non costituisce di per sé una novità, trattandosi come è noto di una metodica assai antica, messa a punto in Germania nel lontano 1949, applicata ai cateteri venosi centrali tradizionali negli anni ’80 e ’90 in molti paesi europei (Austria, Belgio, Germania e Italia) e poi ‘riscoperta’ in Italia circa dieci anni fa per essere infine applicata ai PICC. A partire dal primo lavoro del GAVeCeLT pubblicato su questo tema nel 2008 su JAVA, il metodo dell’ECG intracavitario si è rapidamente diffuso negli USA, stimolando l’interesse delle industrie e di tutti gli addetti ai lavori.
Soltanto negli ultimi tempi però si è arrivati ad una migliore definizione di tale metodologia, anche grazie a innovazioni tecnologiche che ne hanno reso più facile, più sicura e più costo-efficacia la applicazione clinica.
Innanzitutto, la fattibilità, l'accuratezza e la sicurezza del metodo sono state oramai ben definite da una serie di lavori nazionali e internazionali, nel cui ambito ha avuto un ruolo particolarmente importante lo studio multicentrico italiano promosso dal GAVeCeLT. Un'attenzione particolare è stata riservata alla costo-efficacia del metodo, soprattutto in termini di risparmio economico e di tempo (si veda in proposito l'interessante presentazione di Antonio LaGreca disponibile sul nostro sito - clicca qui).
In secondo luogo, la metodica è stata ben standardizzata (è stata definita la superiorità della tecnica della ‘colonna di liquido’ rispetto a quello della guida metallica; è stata definitivamente assodata la corrispondenza tra il picco della P intracavitaria e la posizione della punta alla giunzione cavo-atriale) ed è stata inserita in linee guida, procedure aziendali nonché protocolli per l'inserzione sicura dei PICC (quali il protocollo ISP, sviluppato dal GAVeCeLT - clicca qui per leggere il pdf). Inoltre, benché l’ECG intracavitario possa essere teoricamente rilevato con qualunque monitor elettrocardiografico, le esperienze e le evidenze degli ultimi anni hanno mostrato come l’uso di un monitor ECG ‘dedicato’ a questo metodo (se ne è parlato molto durante il ns. congresso) abbia indubbi vantaggi in termini di sicurezza, essendo tale interpretazione alla portata di qualunque medico o infermiere, senza necessità di specifiche cognizioni di elettrocardiografia (vedi video).
Per di più, la tecnologia ci offre oggi anche altri prodotti pensati per ottimizzare la manovra. Uno di questi è stato presentato al congresso GAVeCeLT di Torino e si presenta come particolarmente interessante e innovativo: si tratta di un PICC in poliuretano a punta aperta con centimetratura a partire dalla punta, con l'interessante caratteristica tecnica di poter essere accorciato alla sua estremità prossimale (clicca qui per vederne le caratteristiche). Come evidente dal video già presente sul ns. sito (vedi video), tale caratteristica rende questo PICC particolarmente adatto alla metodica dell’ECG intracavitario, così come ne facilita l'eventuale tunnellizzazione (sia anterograda che retrograda - vedi video).
Infine, l’industria ci mette a disposizione ‘pack’ di inserzione espressamente pensati per la metodica dell’ECG intracavitario e quindi dotati di tutto il materiale necessario per una inserzione sicura e costo-efficace (clicca qui per saperne di più)





