GAVeCeLT - Aprile 2020

Cari amici e colleghi,

Siamo tutti impegnati in questi giorni, direttamente o indirettamente, nella lotta contro la pandemia COVID-19 che ha colpito così duramente il nostro Paese. Le circostanze particolari legate a questa emergenza sanitaria ci hanno costretto a rivedere, semplificare e ottimizzare molte delle procedure relative agli accessi vascolari, in uno sforzo - condotto giorno per giorno - di comprendere quali siano le strategie migliori per ottenere la massima sicurezza di noi operatori e contemporanemente dei nostri pazienti.

Un gruppo di esperti del GAVeCeLT ha messo a punto rapidamente un insieme di considerazioni sull'accesso vascolare nel paziente COVID-19. E' possibile che il documento contenente queste considerazioni - diffuso ampiamente via web in ambito nazionale e internazionale - Vi sia già pervenuto; in caso contrario, potete scaricarlo dal nostro sito, dove è presente non soltanto in italiano ma anche in altre lingue - francese, inglese, spagnolo, portoghese.

L'obiettivo di questo documento è di fornire elementi di riflessione su vari aspetti dell'accesso venoso e arterioso (scelta del dispositivo, tecnica di inserzione, tecnica di mantenimento), puntando soprattutto su alcune raccomandazioni 'forti' che riteniamo importanti per tutti i medici e tutti gli infermieri impegnati contro il COVID-19: (a) la necessità di una massima protezione dell'operatore durante la manovra (da sottolineare la forte raccomandazione dei nostri esperti ad utilizzare sempre e comunque mascherine FFP2 o FFP3, da indossare sotto la mascherina chirurgica); (b) la importanza di evitare quanto più possibile l'uso delle tecniche di controllo radiologico dopo il posizionamento di accessi venosi centrali: ora più che mai, è importante applicare quello che le linee guida consigliano da anni, ovvero la verifica della posizione della punta mediante l'ECG intracavitario e la esclusione della presenza di pneumotorace mediante ecografia pleuro-polmonare, durante la manovra stessa; (c) la grande risorsa costituita dagli apparecchi wireless (le sonde  ecografiche wireless e i monitor ECG wireless dedicati per la tecnica dell'ECG intracavitario), al fine di ottimizzare la pulizia dei dispositivi e minimizzare le contaminazioni; (d) la importanza di tenere presente il vasto spettro di dispositivi di accesso venoso disponibili, sia in ambito di vie periferiche (agocannule, mini-midline, midline) che di vie centrali (PICC, CICC, FICC): proprio nel paziente COVID-19 occorre valutare tutte le possibilità oggi offerte dal mercato e individuare il dispositivo in grado di minimizzare il numero di manovre e simultaneamente garantire il minimo rischio di complicanze al paziente e la massima sicurezza dell'operatore.

E' importante notare come tutte queste quattro considerazioni siano riportate anche nel documento SIAARTI sullo stesso tema - uscito contemporaneamente al documento GAVeCeLT - e disponibile anch'esso sul nostro sito.

Poste queste quattro forti raccomandazioni, molto di più stiamo imparando dalla pratica clinica sul paziente. Molti problemi rimangono aperti, quali ad esempio la opportunità/necessità di anticoagulare tutti i pazienti COVID-19 e con quale dosaggio di eparina a basso peso molecolare (profilattico? terapeutico?); quale sia la reale incidenza di trombosi catetere-correlata e se vi siano particolari approcci venosi (femorale? brachiale?) a particolare rischio e in quale tipologia di pazienti (ovvero in quale fase di malattia); quale siano i problemi nel mantenimento dei dispositivi e come alcune scelte terapeutiche particolari (la pronazione ad esempio, o la presenza di caschi) possano comportare problemi di gestione o rischio di dislocazione; le nuove problematiche di competenza e addestramento insorte in seguito alla necessità di ridstribuzione del personale e degli incarichi. E così via.

Molti di questi punti potranno essere definiti soltanto dalla esperienza clinica che noi tutti stiamo vivendo nella nostra attività lavorativa. Per poter vagliare sistematicamente queste esperienze e trarne delle conclusioni clinicamente affidabili, il GAVeCeLT ha deciso di organizzare un convegno nazionale specificamente dedicato all'accesso vascolare nel paziente COVID-19, che si terrà entro la fine dell'anno (in data ovviamente ancora da definire). Invito tutti i medici e gli infermieri che stanno posizionando accessi vascolari su pazienti COVID-19 a contattarmi fin da ora, in modo da coinvolgere in questo convegno tutti coloro che abbiano avuto esperienze cliniche quantitativamente o qualitativamente significative. Nel frattempo, invito anche tutti gli interessati a dedicare 15 minuti del loro tempo prezioso per la compilazione di un questionario di 45 domande con il quale cercheremo di fotografare 'in corso d'opera' ciò che sta succedendo clinicamente in questo ambito. Vi prego anche di diffondere il questionario presso tutti i centri dove vengono trattati pazienti COVID-19 e dove potrebbe non arrivare questa newsletter.

Contiamo di incontrarci tutti a fine anno, sperando che la pandemia sia oramai sotto controllo

Abbiate cura della Vostra salute e di quella dei Vostri colleghi e dei Vostri pazienti

Buon lavoro a tutti

mauro pittiruti